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Protesi mammarie leggere
Una soluzione innovativa per l'aumento del seno e la mastoplastica ricostruttiva

L’aumento del seno e la mastoplastica ricostruttiva vengono praticate da decenni e sono gli interventi chirurgici maggiormente eseguiti in tutto il mondo. Se da un lato la soddisfazione complessiva dei pazienti è alta, dall’altro gli effetti comuni a lungo termine includono atrofia del tessuto mammario, ptosi accelerata e rottura del solco sottomammario. Sempre più studi attribuiscono questi effetti alla pressione costante e agli elementi di compressione presenti a seguito dell’introduzione delle protesi mammarie.
Pressioni meccaniche superiori alla capacità elastica delle componenti del tessuto mammario possono condurre a tessuti irreversibilmente allungati, in maniera direttamente proporzionale alla massa introdotta. Pertanto, si crede che, contrariamente ai dogmi di lunga data, il peso dell’impianto, piuttosto che il suo volume, sia alla base della possibile futura compromissione e deformazione dei tessuti.

Un nuovo impianto leggero è stato sviluppato per risolvere gli inconvenienti delle protesi mammarie tradizionali, le quali presentano una corrispondenza tra le loro dimensioni e il loro peso. Il design della protesi mammaria B-Lite® (G & G Biotecnologia Ltd., Haifa, Israele) consente una riduzione del peso dell’impianto fino al 30%, pur mantenendo le dimensioni, la forma e la funzione delle protesi mammarie tradizionali. Il dispositivo approvato dall’Unione Europea può essere efficacemente impiantato utilizzando le classiche procedure ed è considerato sicuro per l’uso umano. L’impianto della protesi mammaria B-Lite® è progettato per ridurre in modo significativo le tensioni inerenti imposte da impianti standard, conservando, inoltre, la stabilità e l’integrità del tessuto nel tempo.
Sostanzialmente, questa nuova protesi mammaria leggera promette di ridurre il tessuto mammario compromesso e la sua deformazione, limitando le necessità di un nuovo intervento e migliorando ulteriormente la sicurezza e la soddisfazione del paziente.



Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti

(Fonte: OxfordJournals.org)

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