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Sostituzione protesi seno



QUANDO È OPPORTUNO SOTTOPORSI ALL’INTERVENTO DI SOSTITUZIONE PROTESI AL SENO?

Le protesi mammarie moderne, utilizzate per gli interventi di rimodellamento del seno, hanno una qualità eccellente, poiché sono costituite da un gel coesivo, ovvero compatto, che ne garantisce un’assoluta stabilità. In precedenza, le protesi erano costituite invece da un gel liquido che, in caso di rottura del dispositivo medico, comportava uno svuotamento completo del contenuto. Sebbene la loro durata sia nettamente superiore al passato, non è infinita: per questo è necessario sottoporsi a controlli periodici in modo da valutare eventuali problemi di consistenza (contrattura), danneggiamento (rottura), infezione delle protesi o, infine, problematiche legate ad una malattia della ghiandola mammaria (tumore al seno), per cui può essere necessario un reintervento.


LA VALUTAZIONE PRE OPERATORIA

In tutte le donne è consigliato iniziare lo screening del tumore della mammella a 30-35 anni di età attraverso un’ecografia mammaria annuale, e dai 40 anni anche con una mammografia. Nelle donne di qualsiasi età portatrici di protesi mammarie è consigliata l’esecuzione dell’ecografia mammaria annualmente per valutare lo stato delle protesi. Nei casi in cui c’è un sospetto di disturbo al seno o si rileva un’alterazione della forma, è necessario eseguire un’ecografia mammaria. Lo specialista valuterà se sarà sufficiente oppure prescriverà un completamento dell’indagine fino alla risonanza magnetica, che risulta l’esame diagnostico più indicato per valutare correttamente lo stato delle protesi in presenza di un sospetto ecografico.

Quando si suppone una rottura protesica, è importante rivolgersi al proprio chirurgo, se è possibile, oppure ad un chirurgo plastico esperto al fine di pianificare l’intervento di sostituzione protesica.



L’INTERVENTO DI SOSTITUZIONE PROTESI AL SENO

L’intervento di sostituzione delle protesi, anche chiamato mastoplastica secondaria o di revisione, è generalmente eseguito in anestesia generale. Nei casi in cui la procedura necessaria sia minima, poiché serve solo sostituire gli impianti e il quadro clinico della paziente è ottimale, può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, in regime di day hospital.
La durata dell’intervento può variare dai 30 minuti, nei casi più semplici, fino alle 2 ore, se la procedura richiede la rimozione della capsula, il cambio di piano e la mastopessi.

La tecnica più semplice è quella che prevede la sostituzione della protesi utilizzando la stessa cicatrice del precedente intervento e che può essere eseguita quando è richiesto il mantenimento dello stesso volume o un suo aumento. Nei casi in cui, invece, la paziente desidera delle protesi più piccole, è necessario ridimensionare la tasca oppure rimuovere la cute esterna intorno all’areola (mastopessi, round block), o ancora intervenire con la classica cicatrice a “T invertita”.


IL DECORSO POST-OPERATORIO

Dopo circa 10 giorni dall’intervento può essere ripresa l’attività lavorativa, se si tratta di lavori di ufficio, mentre, per le mansioni che richiedono di compiere sforzi con le braccia, dovrà passare almeno un mese. Inoltre, non si potrà né fumare esporre la pelle al sole durante questo periodo, in modo da facilitare la guarigione delle ferite.
Di norma non vengono utilizzati drenaggi ma se l’intervento risultasse più indaginoso e il rischio di sanguinamento maggiore, come dopo una capsulectomia, possono rendersi necessari. I drenaggi vengono di norma rimossi dopo un giorno e verrà indossato un reggiseno contenitivo, sia di giorno che di notte per almeno un mese.

A circa due settimane dall’intervento avviene la guarigione delle ferite e, per quanto riguarda la stabilizzazione assoluta del risultato, questo richiede almeno 6 mesi, poiché, inizialmente, l’aspetto del seno risulta gonfio e solo tra il sesto e il dodicesimo mese si potrà delineare il risultato definitivo. 



FAQ

L’intervento di sostituzione delle protesi al seno è definitivo?

L’intervento è definitivo. È bene tener presente, però, che i risultati varieranno a seconda delle condizioni di partenza della paziente. Nei casi in cui i tessuti della paziente si rivelino particolarmente sottili o danneggiati, a causa di importanti perdite di peso o precedenti interventi chirurgici, può essere utile l’esecuzione a distanza dell’intervento di lipofilling che permette di aumentare lo spessore dell’involucro cutaneo che riveste la protesi e restituire dei contorni armonici alla mammella. Nulla purtroppo esclude, nei casi di contrattura capsulare, che tale fenomeno si possa ripresentare. 


Quali sono gli effetti collaterali e i rischi/complicanze?

Nel primo periodo del post intervento è possibile che si presentino ecchimosi e piccoli lividi. Se il rischio di sanguinamento postoperatorio è maggiore, come quando viene eseguita una capsulectomia, Le raccolte di sangue vengono prevenute mediante il posizionamento di drenaggi. 
I rischi, invece, possono includere l’alterazione della sensibilità del capezzolo, eventuali reazioni collaterali all’anestesia, coaguli di sangue o infezioni prevenute mediante terapia antibiotica post operatoria domiciliare. Per questo, come per ogni intervento chirurgico, è fondamentale affidarsi sempre a professionisti che siano in grado di realizzare un’accurata valutazione pre operatoria e seguire, nel post operatorio, le indicazioni del chirurgo, specialmente per quanto riguarda lo stile di vita e la riduzione del fumo, dal momento che l’assunzione di sigarette ritarda i processi di cicatrizzazione e aumenta il rischio di complicanze.


Quali problemi non possono essere risolti con l'intervento di sostituzione delle protesi al seno?

Le contratture recidivanti richiedono l’espianto della protesi. In alcuni pazienti, anche se raramente, si verificano delle sindromi dolorose da lesioni di nervi sensitivi per cui non si sopporta più la presenza delle protesi. Allo stesso tempo, può verificarsi che in pazienti anziane le protesi vengano percepite come un peso, a seguito del cambiamento anatomico della loro muscolatura.

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