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L’obesità fa male ai pazienti e ai conti del sistema sanitario
Uno studio americano dimostra la correlazione tra pazienti obesi e necessità di cure dopo l’intervento di chirurgia plastica ambulatoriale

L'obesità è associata a maggiori tassi di complicanze chirurgiche. Per far fronte a queste dopo un intervento di chirurgia plastica ambulatoriale, i pazienti obesi si rivolgono per curarsi ai reparti di emergenza e possono potenzialmente richiedere il ricovero in ospedale, che potrebbe tradursi in un aumento dei costi di assistenza sanitaria.
Lo studio di alcuni medici americani, pubblicato sul PSR Journal, ha puntato a determinare la relazione tra obesità, cure gravi richieste agli ospedali dopo le dimissioni e spese ospedaliere avvenute entro 30 giorni dalla chirurgia plastica ambulatoriale.

Dai database di chirurgia ambulatoriale di quattro stati degli USA sono state individuate tutte procedure che hanno interessato pazienti adulti sottoposti a liposuzione, addominoplastica, riduzione del seno e blefaroplastica. I pazienti sono stati divisi a seconda della presenza o meno di obesità. Per confrontare la frequenza di cure ospedaliere d’emergenza, i gravi problemi di salute e le spese ospedaliere entro 30 giorni dall’intervento tra i due gruppi sono stati utilizzati modelli di regressione multivariata, con il controllo di variabili che potessero inficiare i dati.

Il campione finale ha compreso 47.741 procedure, delle quali 2.052 (4,3 per cento) relative ad obesi. I pazienti obesi hanno avuto necessità di ricorrere a cure ospedaliere d’emergenza con maggiore frequenza (circa 7,3% contro 3,9%) o hanno avuto gravi problemi di salute (circa 3,2% rispetto al 0,9) entro 30 giorni dall’intervento. I pazienti obesi sottoposti a liposuzione, addominoplastica e riduzione del seno hanno inciso maggiormente sull’aumento delle spese ospedaliere rispetto a quelli non obesi.

Lo studio americano giunge alla conclusione che i pazienti obesi che si sottopongono a comuni procedure di chirurgia plastica ambulatoriali comportano sostanzialmente maggiori oneri di assistenza sanitaria in parte attribuibili a eventi avversi più frequenti e alla necessità di assistenza sanitaria ospedaliera entro 30 giorni dall'intervento.



Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti

(Fonte: PRS Journal)

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