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Le cicatrici post addominoplastica
La tecnica utilizzata può incidere su estensione e forma
Una cicatrice è un segno naturale che, con una chiusura impermeabile, si forma per riparare una lesione sul nostro corpo. I chirurghi plastici creano cicatrici ogni volta che tagliano la pelle e, qualora non sia possibile nascondere le incisioni, il loro compito è quello di renderle il più possibile sottili, lineari e poco visibili, anche se esistono numerosi fattori che ne influenzano l’esito. 

Nel caso dell’intervento di addominoplastica, le cicatrici sono l’inevitabile conseguenza delle incisioni eseguite per rimuovere il tessuto cutaneo in eccesso e produrre il rassodamento dell’addome. È importante, però, tenere presente che gli esiti cicatriziali non sono tutti uguali, ma variano a seconda della metodica utilizzata che, a sua volta, dipende dalla condizione di partenza del paziente e dalle sue esigenze.

La tecnica di intervento tradizionale lascia solitamente due cicatrici, una intorno all’ombelico e una seconda trasversale sovrapubica, con una lunghezza direttamente proporzionale all’entità dell’asportazione effettuata e che il chirurgo personalizzerà in modo tale che rimanga nascosta all’interno dello slip. Talvolta, per consentire una migliore ridistribuzione dei margini cutanei e una riduzione della tensione a livello della cicatrice sovrapubica, può essere necessaria anche una piccola incisione mediana verticale che risale per alcuni centimetri verso l’ombelico. Più raramente l’incisione può essere estesa fino a raggiungere l’ombelico o, in casi eccezionali, lo sterno, con una cicatrice a forma di lunga “T invertita”.

Questi non sono gli unici esiti possibili. Ci sono altre occorrenze, abbastanza isolate, in cui la rimozione della pelle in eccesso viene effettuata praticando incisioni in altre zone del corpo, come nel caso dei solchi infra-mammari quando si interviene per migliorare la regione epigastrica, ovvero la parte centrale della metà superiore dell'addome. Nei casi, invece, in cui si opera sulle gravissime flaccidità cutanee di pazienti che partivano da una condizione di ex obesità, le cicatrici possono essere più estese ed avere i cosiddetti esiti di “H sdraiato”.

Infine, gli interventi di mini addominoplastica, meno complessi e indicati se il deposito di grasso e la pelle in eccesso sono situati solo nella zona addominale al di sotto dell’ombelico, non lasciano cicatrici periombelicali, ma solo quelle sovrapubiche, e sono solitamente di una lunghezza inferiore rispetto a quelle dell’addominoplastica classica.

Ad ogni modo, qualunque sia la metodica selezionata, un chirurgo plastico qualificato esegue sempre suture che rispondono a requisiti funzionali e a criteri estetici, per poter ottenere guarigione e cicatrizzazioni ottimali.


Articolo elaborato da Pietro Lorenzetti

Fonte:
Minerva Chirurgica – Linee Guida per i principali interventi di Chirurgia Estetica
a cura dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (AICPE)
Vol 70(1) NP39–NP43
 
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