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Acido ialuronico: dove, come, perché
Lorenzetti ne parla a Top
L'acido ialuronico è tra i componenti più usati nelle creme, nei cosmetici che sanno promettere l'eterna giovinezza e anche nei filler. Ma funziona?
Il chirurgo estetico Pietro Lorenzetti ha risposto ai dubbi di una lettrice di Top.

"Sento sempre parlare di acido ialuronico nelle creme, ma a cosa serve davvero?", scrive Adele. "E di quanto ne ha bisogno la pelle per mantenersi giovane? E' sufficiente quello contenuto nei cosmetici o solo i filler praticati dai medici possono sopperire a una eventuale mancanza?"

"L'acido ialuronico è un 'glicosaminoglicano', ossia una sequenza di due zuccheri naturalmente presenti nel nostro organismo", risponde Lorenzetti. "Viene classificato con il nome INCI Sodium Hyaluronate e la sua principale caratteristica è quella di legare a sé, proprio come una spugna, grandi quantità di acqua. Proprio per questa sua peculiarità viene usato in medicina estetica come 'filler', ossia per riempire rughe, segni, depressioni e ripristinare volumi. A seconda della dimensione delle singole particelle con cui è costituito (peso molecolare) è adatto a riempire le linee più sottili o ridare volume ai solchi vicino al naso e agli zigomi. Il medico lo inietta al di sotto della cute e qui esercita il suo effetto spugna sino a che non viene riassorbito naturalmente nell'organismo, in genere nell'arco di 6-8 mesi".

"L'industria cosmetica ha sfruttato la capacità dell'acido ialuronico di attirare e trattenere l'acqua anche per migliorare l'idratazione della pelle", aggiunge Lorenzetti. "Essendo una molecola molto grande non riesce a penetrare nella pella ma, se depositato su di essa, forma un sottile strato protettivo che impedisce l'evaporazione e trattiene l'acqua sulla superficie mantenendo una ottimale funzione del cosiddetto 'film idrolipidico' quel delicato strato di interfaccia tra pelle e l'esterno che serve a proteggerla".

Il chirurgo estetico sostiene che "le creme a base di acido ialuronico possono contenere anche percentuali alte, sino all'1 per cento, con il compito di mantenere il lasso di umidità ottimale. Questi cosmetici hanno quindi una preziosa azione umettante che ha come effetto anche quello di rendere la cheratina più flessibile e quindi la pelle significativamente più elastica. L'azione idratante si mantiene per circa 24 ore", conclude il Professor Lorenzetti.

Scarica di seguito l'intervento del Professor Lorenzetti su Top.
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