Le pentite del bisturi

Non sempre è possibile rimediare

03 aprile 2012

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Hanno dichiarato di essersi pentite di essere ricorse al bisturi molte donne dello spettacolo nelle ultime settimane: ultime Emannuelle Béart, Alba Parietti e Anna Tatangelo che afferma 'il seno è l'ultimo ritocco'. Ma è così volubile il pensiero femminile? Eppure queste donne devono parte del proprio successo all'aspetto fisico. Quali sono i reali motivi del pentimento? In parte la ricerca di visibilità con dichiarazioni sempre nuove. “La maggior parte delle donne, se l'intervento è ben eseguito e se il risultato è armonico e naturale, è soddisfatta per tutta la vita”, sostiene il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti.

Secondo Lorenzetti, la prima motivazione di un pentimento è sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica con leggerezza, magari lasciandosi trasportare da un capriccio momentaneo. La seconda ha a che fare con un intervento mal riuscito. Nel caso in cui ci si sottoponga all’operazione con maggiore consapevolezza, supportati da una forte volontà e ottenendo risultati più misurati e naturali è difficile che si abbiano dei ripensamenti futuri.

Molto spesso a pentirsi sono donne che hanno eseguito un intervento in età giovanile e dopo diversi anni si rendono conto che il risultato non è più armonico con il resto del corpo. In questo caso Lorenzetti sottolinea quanto sia importante il confronto con il chirurgo plastico per stabilire un percorso ed ottenere un risultato sobrio che possa andare bene anche negli anni successivi.

Lorenzetti conclude sostenendo che bisogna fare attenzione ai risultati degli interventi perché questi in alcuni casi non sono reversibili. È importantissimo non sbagliare il primo intervento ed utilizzare sempre “intelligenza estetica”.


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