Aggiornamenti scientifici

Aggiornamenti scientifici Prof. Pietro Lorenzetti


Una sezione dedicata agli studi di settore e agli aggiornamenti scientifici in chirurgia plastica e medicina estetica. Dalla sperimentazione di nuovi interventi alla condivisione di tecniche d'avanguardia passando per le applicazioni delle sostanze più utilizzate in medicina estetica.
Gli studi di settore esposti vengono scelti in base alla loro rilevanza scientifica e all'interesse per la comunità e gli esperti del settore. Tra questi ci sono anche approfondimenti su tematiche di attualità scientifica a cura del Professor Lorenzetti e del suo staff.

 

Un nuovo strumento per la mastoplastica dopo il tumore al seno

Espansore ad aria e monitorato dalla paziente per fare posto alle protesi

Ottobre è il mese della della prevenzione del tumore al seno. Non tutte le donne sono a conoscenza della possibilità di ricostruire il seno dopo una mastectomia e dopo aver superato il tumore alla mammella. Da oggi, nella ricostruzione mammaria un nuovo strumento supporta pazienti e chirurghi plastici nel delicato processo di espansione per la creazione dello spazio necessario per il posizionamento delle protesi definitiva. Meno rischi e possibilità di autocontrollo da parte delle pazienti grazie al gonfiaggio ad aria e non con soluzioni saline. La ricostruzione del seno con le protesi in due tempi è diventata una scelta diffusa che comporta una serie di iniezioni di soluzione salina all’interno degli espansori il cui progressivo aumento di volume distende i tessuti sovrastanti creando così una tasca abbastanza grande per poter successivamente alloggiare un impianto permanente. Questa tecnica, però, richiede più di una visita dal chirurgo plastico e numerose iniezioni con un potenziale rischio di infezione. Di recente è stata testato a Perth e negli Stati Uniti l’AirXpanders, una nuova forma di espansore tissutale che utilizza un rilascio telecomandato di anidride carbonica per evitare iniezioni. Sono stati raccolti dati prospettici sulle prime 10 pazienti sulle quali è stato utilizzato l’impianto AirXpanders per la ricostruzione del seno nell’area di Sydney in Australia. Le protesi mammarie sono state inserite in posizione sottopettorale così come gli espansori salini e le pazienti sono state istruite su come utilizzare il telecomando per 4 settimane dopo l’operazione. 10 pazienti di età compresa tra 30 e 65 anni (media, 48.3 anni) sono state sottoposte all’inserimento di 14 AirXpanders. Una paziente è deceduta a causa di un tumore maligno metastatico. Per le restanti pazienti, è stato considerato un periodo medio di espansione dello strumento di 15,8 giorni (range 6-21 giorni). La dimensione media dell’impianto finale utilizzato era di 451 gr (range, 195-685 grammi). Le uniche complicanze verificatesi hanno riguardato 2 sieromi. I risultati della sperimentazione confermano quanto emerso dalle analisi effettuate a Perth. I nuovi AirXpanders sono dispositivi sicuri e in grado di realizzare un’espansione del tessuto soddisfacente più velocemente degli expander salini. Questo strumento ha anche il vantaggio di permettere al paziente di automonitorarsi senza la necessità di molteplici viste mediche e iniezioni. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: PRSGlobalOpen.com)

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Completare il lifting del viso con il grasso autologo

Dimostrata l’efficacia nel ringiovanimento periorale

Il trasferimento di grasso autologo ai compartimenti profondi del viso si è dimostrato essere un potente strumento di supporto al riposizionamento del volume durante il lifting del viso. Tuttavia, affinché tutti gli aspetti di perdita di volume nell’invecchiamento del viso vengano trattati, è necessario confrontarsi con i vani superficiali periorali. Per aumentare questi compartimenti sono stati utilizzati diversi filler. Tuttavia, pochi studi hanno valutato l’efficacia del trasferimento di grasso autologo verso queste aree. Presentiamo il più importante studio fino ad oggi per la valutazione dell’utilità del trasferimento di grasso autologo ai vani superficiali periorali. È stata condotta una revisione retrospettiva su un database selezionato di casi di pazienti che si sono sottoposti al lifting del viso. In questo contesto, sono stati identificati i pazienti che si sono sottoposti a trapianto autologo per il trasferimento di grasso ai vani periorali superficiali. Come elemento di controllo dello studio sono stati presi in considerazione i pazienti che non si sono sottoposti a trasferimento di grasso autologo. Per tutti i pazienti sono state analizzate immagini di follow-up ad un minimo di 1 anno dopo l’intervento. Tre osservatori indipendenti hanno visionato e recensito le immagini preoperatorie e postoperatorie utilizzando la Scala Fitzpatrick Wrinkle modificata. 65 pazienti sono stati sottoposti a lifting senza ringiovanimento periorale (gruppo A), e 65 pazienti sono stati sottoposti a lifting con il trasferimento di grasso autologo per i compartimenti superficiali periorali (gruppo B). Il Gruppo B ha registrato un miglioramento due volte più significativo nell’estetica periorale rispetto al Gruppo A. Questo è il più importante studio che ad oggi dimostri la sicurezza e il successo del grasso autologo come riempitivo ideale dei comparti superficiali periorali. Alla luce dei miglioramenti estetici ottenuti grazie al trasferimento di grasso autologo alla regione periorale, questa rifinitura chirurgica dovrebbe essere considerata come una componente fondamentale per ottenere un ringiovanimento globale del viso attraverso il lifting. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: PRSJournal.com)

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Medicazioni compressive delle cicatrici da ustione per migliorare il risultato estetico

Dimostrata l’efficacia del trattamento delle cicatrici da ustione tramite medicazioni compressive

L’attuale cura per la prevenzione e il trattamento delle cicatrici dopo ustioni consiste nell’applicazione di medicazioni che esercitino pressione sulla parte interessata. Sebbene questa terapia sia stata utilizzata clinicamente per molti anni, restano numerose controversie in merito alla sua efficacia. Gli autori di uno studio scientifico hanno valutato l’efficacia della terapia di applicazione di medicazioni compressive su una femmina di suino di razza Duroc rossa, sulla quale è stata strettamente tenuta sotto controllo una ferita profonda. Sono state praticate delle estese ustioni su una femmina di suino di razza Duroc. Dopo 28 giorni dall’ustione, sulla metà delle ferite è stata applicata la terapia con medicazioni compressive. Le ferite di controllo sono state ricoperte da garze che non esercitavano alcuna pressione. La zona della cicatrice, la perfusione, la durezza e l’elasticità sono state quantificate nei giorni 0, 28, 42, 56, e 72 utilizzando la planimetria computerizzata, il laser Doppler, e la ballistometria torsionale. La morfologia della cicatrice è stata valutata a 28, 56 e 76 giorni tramite istologia, immunoistochimica e microscopia elettronica a trasmissione. La terapia con medicazioni compressive ha significativamente ostacolato l’indurimento della cicatrice. Le cicatrici di controllo si sono indurite del 64,6% (+13,9% dell’area originale) al giorno 72, mentre le cicatrici tratte con la terapie con medicazioni che esercitavano pressione sulla ferita si sono indurite dell’82,7% (+17,9% dell’area originale). Il trattamento con medicazioni compressive ha ridotto significativamente la durezza della pelle e generato una maggiore resistenza della stessa. Non è stata osservata alcuna differenza nella perfusione o nella densità del vaso sanguigno. Il diametro medio delle fibre di collagene è stato maggiore nelle ustioni di controllo rispetto a quelle della terapia con medicazioni compressive. La terapia con medicazioni compressive si è dimostrata efficace nel ridurre l’indurimento della cicatrice e migliorare la biomeccanica rispetto a quanto accaduto nelle cicatrici di controllo. Questi risultati confermano l’efficacia dell’applicazione di medicazioni compressive ed evidenziano la necessità di approfondire l’impatto della forza di pressione e il tempo di applicazione della terapia per migliorarne l’efficacia per una biomeccanica ottimale e per la mobilità dei pazienti. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: PRSJournal.com)

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La giusta quantità di grasso da aspirare nella liposuzione

Un modello di valutazione del rischio della quantità di grasso da aspirare nella liposuzione in base all’indice di massa corporea

Non esistono dati concreti per sostenere quale sia la quantità di grasso da aspirare nella liposuzione oltre la quale l’intervento non è più sicuro. Generalmente, i chirurghi si basano su stime proprie, suggerimenti provenienti da organizzazioni professionali o su limiti imposti da istituzioni e governi. Lo studio che presentiamo di seguito rappresenta il primo tentativo di quantificare il rischio globale associato a diversi quantità di grasso aspirate nella liposuzione e la sua relazione con l’indice di massa corporea. All’interno del database del Tracking Operations and Outcomes for Plastic Surgeons sono state identificate una serie di lipectomie con aspirazione assistita. Sono stati utilizzati modelli di regressione multivariata che mettono in relazione la quantità di grasso aspirata nella liposuzione con l’indice di massa corporea. L’obiettivo era quello di valutare l’influenza della quantità di grasso aspirata per la liposuzione sulle complicanze e sviluppare uno strumento che offrisse un indice di probabilità univoco per qualsiasi combinazione possibile tra l’indice di massa corporea e la quantità di grasso aspirata con la liposuzione. Per determinare se il superamento di una determinata soglia di grasso aspirato per la liposuzione in relazione all’indice di massa corporea crea delle complicanze è stato utilizzato il metodo del partizionamento ricorsivo. Su 4.534 pazienti, 69 (1,5 per cento) hanno avuto delle complicanze post-operatorie. La quantità di grasso aspirato per la liposuzione e l’indice di massa corporea sono stati considerati fattori importanti di rischio che però non hanno generato le complicazioni. L’aumento progressivo dei volumi di grasso aspirato e l’incremento dell’indice di massa corporea hanno ridotto il rischio. Quantità di grasso aspirate nella liposuzione superiori a 100 ml per unità di indice di massa corporea sono stati identificati come un indicatore indipendente di complicanze. Lo studio è giunto alla conclusione che la liposuzione effettuata da chirurghi plastici esperti è sicura, con un basso rischio di complicazioni pericolose per la vita. Soglie standard di quantità di grasso aspirato per la liposuzione non aumentano in nessun modo il rischio per l’individuo. Il modello di valutazione del rischio degli autori dimostra che i volumi superiori a 100 ml per unità di indice di massa corporea aumentano, invece, il rischio di complicanze. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: PRSJournal.com)

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Deformità tuberosa del seno: cosa fare?

Uno studio classifica e indica il trattamento per migliorare il risultato nella correzione estetica

La deformità tuberosa del seno è una anomalia congenita comune con vari gradi di costrizione, ipoplasia, carenza di pelle, ernia areolare e asimmetrie, la cui correzione rappresenta una vera e propria sfida per la chirurgia estetica. Gli autori di uno studio hanno classificato la deformità tuberosa della mammella e valutato le tecniche utilizzate per il suo trattamento. Nello studio sono state classificate 26 pazienti (51 seni), trattate tra il 2008 e il 2012. L’età media delle pazienti era di 25 anni (tra i 18 e i 39 anni). I casi sono stati classificati utilizzando un sistema a tre livelli. In tutti i casi è stato applicato un approccio periareolare con manovre di incisione ghiandolare, così come, in tutti i casi, il posizionamento della protesi (impianto o espansore tissutale) è avvenuto sotto il muscolo pettorale. La scelta di realizzare uno o due interventi per le procedure di correzione e mastopessi è stata effettuata sulla base delle deformità specifiche di ogni livello. Il follow-up medio è stato di 22 mesi (tra gli 8 e i 37 mesi). Sono state trattate 12 deformità di tipo I, 26 di tipo II, e 13 di tipo III. Le incisioni periareolari sono state utilizzate solo in due casi (4%), la mastopessi intorno alle areole è stata realizzata in 49 casi (96%), mentre la mastopessi verticale è stato effettuata in 4 casi (8%). La correzione è stata raggiunta con un solo intervento in 47 casi (92%), mentre 4 (8%) sono stati trattati in due momenti diversi con l’espansione del tessuto. Il tasso di complicanze globale per tutte le pazienti in questo studio è stato pari al 7,8%, 2 seni (3,9%) hanno riportato una contrattura capsulare e altri 2 (3,9%) hanno registrato un cattivo posizionamento postoperatorio della protesi. L’esperienza effettuata dagli autori dello studio dimostra che risultati soddisfacenti per migliorare la deformità tuberosa del seno possono essere ottenuti attraverso la classificazione e il trattamento della deformità tuberosa della mammella con accesso periareolare, incidendo la ghiandola, posizionando l’impianto sotto il muscolo pettorale e utilizzando tecniche di mastopessi specifiche a seconda del tipo particolare di deformità da migliorare. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: journals.lww.com)

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