Aggiornamenti scientifici

Aggiornamenti scientifici Prof. Pietro Lorenzetti


Una sezione dedicata agli studi di settore e agli aggiornamenti scientifici in chirurgia plastica e medicina estetica. Dalla sperimentazione di nuovi interventi alla condivisione di tecniche d'avanguardia passando per le applicazioni delle sostanze più utilizzate in medicina estetica.
Gli studi di settore esposti vengono scelti in base alla loro rilevanza scientifica e all'interesse per la comunità e gli esperti del settore. Tra questi ci sono anche approfondimenti su tematiche di attualità scientifica a cura del Professor Lorenzetti e del suo staff.

 

Aumento e rimodellamento del polpaccio con l’innesto di grasso autologo

Risultati paragonabili a quelli tradizionali ottenuti tramite protesi

Nonostante l’innesto di grasso per l'aumento e il rimodellamento del polpaccio offra molteplici vantaggi rispetto ai tradizionali impianti al silicone, sono stati pubblicati ancora pochi studi in questo ambito. Uno studio si è quindi prefisso l’obiettivo di dimostrare la validità di una specifica tecnica e il risultato dell’aumento e del rimodellamento del polpaccio con il trapianto di grasso autologo. È stata effettuata una valutazione retrospettiva dell’esperienza di pazienti sui quale è stato realizzato un aumento del polpaccio tramite l’innesto di grasso autologo. L’aumento mediale e laterale del polpaccio è stato ottenuto tramite l’iniezione di un composto di grasso autologo lipoaspirato per via intramuscolare e sottocutanea. Nel corso di 5 anni, 13 pazienti sono stati sottoposti all’aumento e al rimodellamento del polpaccio con questa tecnica. 10 casi sono stati bilaterali (77%), mentre 3 casi (23%) sono stati trattati per una differenza congenita tra le due gambe. In ogni gamba sono stati iniettati in media 157 cc di composto di grasso autologo lipoaspirato: il 60% nel polpaccio mediale e il 40% in quello laterale. 4 pazienti (31%) sono stati sottoposti a una seconda seduta di iniezioni di grasso autologo perché desideravano un maggiore aumento del volume del polpaccio. Dopo circa due anni, confrontando le fotografie prima e dopo l’operazione, è stato registrato un aumento durevole del volume e il miglioramento del contorno del polpaccio. L’innesto di grasso autologo nel polpaccio è una valida alternativa al tradizionale aumento tramite protesi sia per casi di differenze congenite tra le gambe, sia per deformazione estetiche della zona. Questa tecnica, infatti, fornisce risultati paragonabili a quelli ottenibili con i metodi tradizionali. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: OxfordJournals.org)

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Protesi mammarie leggere

Una soluzione innovativa per l'aumento del seno e la mastoplastica ricostruttiva

L’aumento del seno e la mastoplastica ricostruttiva vengono praticate da decenni e sono gli interventi chirurgici maggiormente eseguiti in tutto il mondo. Se da un lato la soddisfazione complessiva dei pazienti è alta, dall’altro gli effetti comuni a lungo termine includono atrofia del tessuto mammario, ptosi accelerata e rottura del solco sottomammario. Sempre più studi attribuiscono questi effetti alla pressione costante e agli elementi di compressione presenti a seguito dell’introduzione delle protesi mammarie. Pressioni meccaniche superiori alla capacità elastica delle componenti del tessuto mammario possono condurre a tessuti irreversibilmente allungati, in maniera direttamente proporzionale alla massa introdotta. Pertanto, si crede che, contrariamente ai dogmi di lunga data, il peso dell’impianto, piuttosto che il suo volume, sia alla base della possibile futura compromissione e deformazione dei tessuti. Un nuovo impianto leggero è stato sviluppato per risolvere gli inconvenienti delle protesi mammarie tradizionali, le quali presentano una corrispondenza tra le loro dimensioni e il loro peso. Il design della protesi mammaria B-Lite® (G & G Biotecnologia Ltd., Haifa, Israele) consente una riduzione del peso dell’impianto fino al 30%, pur mantenendo le dimensioni, la forma e la funzione delle protesi mammarie tradizionali. Il dispositivo approvato dall’Unione Europea può essere efficacemente impiantato utilizzando le classiche procedure ed è considerato sicuro per l’uso umano. L’impianto della protesi mammaria B-Lite® è progettato per ridurre in modo significativo le tensioni inerenti imposte da impianti standard, conservando, inoltre, la stabilità e l’integrità del tessuto nel tempo. Sostanzialmente, questa nuova protesi mammaria leggera promette di ridurre il tessuto mammario compromesso e la sua deformazione, limitando le necessità di un nuovo intervento e migliorando ulteriormente la sicurezza e la soddisfazione del paziente. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: OxfordJournals.org)

Innesto di grasso: raccolta, lavorazione e tecniche di iniezione

Rinnovato interesse per la definizione di un protocollo universale per il trapianto di grasso

Negli ultimi tempi sono aumentati sia l’interesse sia l’effettivo utilizzo dell’innesto autologo di grasso per il completamento delle operazioni di chirurgia plastica, per la ricostruzione del seno e per le altri interventi estetici. Tuttavia, ci sono molte varianti nelle procedure di prelievo, lavorazione e iniezione del grasso che alterano l’efficacia del procedimento e possono spiegare gli imprevedibili tassi di riassorbimento osservati. Un gruppo di chirurghi ha analizzato degli studi che hanno valutato l’influenza delle procedure di raccolta, delle tecniche di lavorazione e dei metodi di reiniezione sulla sopravvivenza di innesti di grasso. Lo studio effettuato ha puntato a valutare l’impatto di diverse tecniche sui risultati osservati nell’analisi in vitro, in esperimenti in vivo su animali e studi sull’uomo. Quest’analisi sistemica evidenzia lo stato attuale della letteratura. Non era stata rilevata alcuna differenza significativa nei risultati delle procedure di innesto di grasso ottenuti da siti donatori diversi, da differenti preparazioni del sito donatore, dalla tecnica di raccolta, dalla dimensione della cannula di raccolta o dalla velocità di centrifuga quando è stata utilizzata una soluzione tumescente. È stata provata una garza arrotolata per aumentare il volume di grasso innestato. Anche in questo caso non è stata osservata alcuna differenza significativa dopo la centrifuga, la filtrazione, la sedimentazione o in esperimenti su animali. Al contrario, studi clinici sui pazienti hanno riscontrato risultati più favorevoli con grasso lavorato attraverso la centrifuga rispetto a quello trattato con la sedimentazione. Inoltre, è stata osservata una maggiore ritenzione con reiniezione più lenta e quando il grasso è stato introdotto in zone meno mobili. C'è stato un notevole aumento di ricerche con l’obiettivo di individuare metodologie per migliorare la sopravvivenza del grasso in un trapianto e, di conseguenza, il suo successo. Nonostante alcune differenze nella raccolta e nella tecnica di impianto in laboratorio, questi risultati non si sono tradotti in un protocollo universale per l’innesto di grasso. Pertanto, si rendono necessari ulteriori studi sull’uomo per contribuire a sviluppare un protocollo universale per la pratica clinica. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: Aesthetic Surgery Journal)

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Interventi al viso, la soddisfazione dipende anche dall’etnia

Uno studio dimostra la correlazione tra variabili demografiche e grado di soddisfazione degli interventi di rinoplastica

Le caratteristiche demografiche del paziente che si sottopone a rinoplastica si evolvono e, di conseguenza, i chirurghi devono considerare l’impatto di questi fattori sulla soddisfazione del paziente stesso. Un gruppo di ricercatori americani ha eseguito uno studio per verificare la correlazione tra l’etnia del paziente e il grado di soddisfazione sull’aspetto e la qualità della vita a seguito di un intervento di rinoplastica. Per valutare la soddisfazione è stato utilizzato lo strumento del FACE-Q riferito dal paziente. Coloro che hanno richiesto una rinoplastica hanno risposto a test basati sulle scale FACE-Q di soddisfazione in riferimento all’aspetto del viso, alla soddisfazione per l’aspetto del naso, alla funzione sociale e al benessere psicologico. Alti punteggi FACE-Q avrebbero indicato una maggiore soddisfazione per l’aspetto o una migliore qualità della vita. I punteggi assegnati pre e post-trattamento sono stati confrontati nel contesto delle caratteristiche demografiche del paziente. Le scale di valutazione sono state completate da 59 pazienti. Le donne hanno dimostrato una maggiore soddisfazione sia per l’aspetto del viso sia per la qualità della vita. Gli uomini, invece, hanno dichiarato esclusivamente un significativo miglioramento nella soddisfazione dell’aspetto del viso. In particolare, i caucasici si sono dimostrati soddisfatti sia dell’aspetto del viso, sia della qualità della vita, mentre ciò non è avvenuto in persone appartenenti ad altre etnie. I pazienti di età inferiore ai 35 anni si sono dimostrati più soddisfatti dell’aspetto del viso e della qualità della vita rispetto ai pazienti di età superiore a 35 anni. Le persone con reddito superiore ai 100mila dollari sono stati più soddisfatti dell’aspetto del viso e della qualità della vita rispetto a coloro con redditi inferiori ai 100mila dollari. Questo studio è stato basato su dati oggettivi e realizzato utilizzando uno strumento di verifica validato attraverso il feedback del paziente. Gli autori sono così stati in grado di quantificare quanto cambiamenti clinicamente rilevanti (come un intervento di rinoplastica) influiscano nella percezione dell’aspetto e della qualità della vita, dimostrando che queste dipendono anche da variabili demografiche. Lo studio ha anche dimostrato che grazie a queste variabili è possibile ipotizzare la soddisfazione dei pazienti. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: Aesthetic Surgery Journal)

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Suture nell’addominoplastica contro la formazione del sieroma

Una pratica efficace, regolarmente utilizzata da Lorenzetti e dalla sua equipe

L’addominoplastica è uno dei più popolari interventi realizzati in chirurgia plastica. Come qualsiasi procedura chirurgica, anche l’addominoplastica porta con sé possibili rischi e complicanze, la prima delle quali è la formazione del sieroma. È stata valutata l’efficacia delle quilting sutures per prevenire la formazione del sieroma. In uno studio retrospettivo sono stati analizzati i casi di 414 pazienti di sesso femminile che si sono sottoposte ad addominoplastica con liposcultura associata. Le pazienti sono state divise in tre gruppi. Il primo gruppo, composto da 100 pazienti, è stato trattato con due drenaggi nel post-operatorio, ma senza l’utilizzo di quilting sutures. Sul secondo gruppo di 226 pazienti, invece, sono state applicate quilting sutures in aggiunta ai due drenaggi. Anche all’ultimo gruppo di 88 pazienti sono state applicate quilting sutures, ma è stato trattato con un solo drenaggio. La diagnosi di sieroma post-operatorio è stata confermata attraverso la presenza di evidenze cliniche e sintomi. I dati sono stati analizzati utilizzando il test di Fisher. Sulla base dei dati è possibile confermare che esiste una sostanziale differenza nella formazione del sieroma a seconda che si usino o meno le quilting sutures. È stato calcolato che la probabilità di generazione del sieroma con quilting sutures è inferiore allo 0,02%. Al contrario, la mancata applicazione delle quilting sutures genera un 12% di rischio di sieroma. In definitiva, si può affermare che l’utilizzo di quilting sutures rappresenta una misura molto efficace nella prevenzione della formazione del sieroma. Al riguardo, il Professor Lorenzetti e la sua equipe utilizza regolarmente questa tecnica di suturazione nell’intervento di addominoplastica per evitare la formazione del sieroma. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: Aesthetic Surgery Journal)

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