Aggiornamenti scientifici

Aggiornamenti scientifici Prof. Pietro Lorenzetti


Una sezione dedicata agli studi di settore e agli aggiornamenti scientifici in chirurgia plastica e medicina estetica. Dalla sperimentazione di nuovi interventi alla condivisione di tecniche d'avanguardia passando per le applicazioni delle sostanze più utilizzate in medicina estetica.
Gli studi di settore esposti vengono scelti in base alla loro rilevanza scientifica e all'interesse per la comunità e gli esperti del settore. Tra questi ci sono anche approfondimenti su tematiche di attualità scientifica a cura del Professor Lorenzetti e del suo staff.

 

Le iniezioni di botulino influiscono sull’espressività del volto?

L’impatto della paralisi glabellare sulle espressione del viso

La tossina botulinica è utilizzata in chirurgia estetica da più di vent’anni, ma alcuni pazienti rimangono ancora diffidenti sui possibili effetti collaterali delle iniezioni, che di certo hanno risultati molto buoni nel trattamento delle rughe della zona glabellare. Una recentissima ricerca del 2019 dell’American Society for Aesthetic Surgery pubblicata sull’Aesthetic Surgery Journal ha tentato di dare una risposta ad alcune delle domande più frequenti quando si parla di questa pratica di medicina estetica: l’iniezione di tossina botulinica altera la capacità di comunicare espressioni col proprio volto? Dopo il trattamento col botulino, le emozioni che esprimiamo rimangono riconoscibili? La ricerca è stata condotta su 52 soggetti di età compresa tra 35-60 anni filmando di nascosto le loro reazioni facciali mentre guardavano video indirizzati a suscitare in loro le sei emozioni principali dell’uomo, ovvero divertimento, rabbia, disgusto, paura, tristezza e sorpresa. In seguito, i pazienti sono stati sottoposti a delle iniezioni di onabotulinum toxin di tipo A nella regione glabellare e ripresi di nuovo a distanza di un mese per registrare gli eventuali cambiamenti nella capacità di esprimere le stesse emozioni. Infine, il materiale girato è stato mostrato a degli osservatori esterni, che hanno valutato su una scala da 1 a 10 il livello di espressività. Dallo studio, è emerso che gli osservatori esterni non hanno avuto difficoltà a riconoscere le emozioni principali, dunque dimostrando che a livello globale l’impiego della tossina onabotulinum toxin A non comporta alterazioni consistenti nella capacità di esprimere emozioni attraverso le espressioni facciali né ne limita la comprensibilità. Nel dettaglio, è stata rilevata una decisa diminuzione dell’intensità delle emozioni di rabbia e sorpresa, mentre dall’altro lato si è registrato un lieve aumento dell’intensità nell’esprimere disgusto. In conclusione, l’iniezione di tossina botulinica ha degli effetti sull’espressione delle emozioni in quanto agisce sull’attività dei corrugatori e altri muscoli del volto, ma non tali da causare una totale alterazione o incomprensibilità delle emozioni. Testo riadattato da Pietro Lorenzetti Fonte: “Impact of Glabellar Paralysisis on Facial Expression of Emotion”, Aestethic Surgery Journal 2019, 1-7 (The American Society for Aestethic Plastic Surgery, Oxford University Press) (immagine tratta da National Library of Medicine’s open access al link: http://bit.ly/32DnsZ9)

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Lifting delle braccia: qual è la tecnica migliore?

Procedure di body contouring e modalità non-chirurgiche

Un’analisi dell’American Society for Aesthetic Plastic Surgery stima che dal 2016 gli interventi chirurgici alle braccia sono stati 24.622, realizzati a seguito di forti dimagrimenti o per migliorare il profilo estetico del braccio con l’avanzare dell’età. In correlazione alla sempre maggiore diffusione della chirurgia bariatrica come trattamento standard per le malattie metaboliche, l’associazione americana rileva e prevede un aumento e miglioramento costante delle cosiddette pratiche di “body countouring” cioè di rimodellamento del corpo. Ad oggi sono disponibili numerose tecniche d’intervento per restituire al braccio snellezza e armonia, che intervengono sulla pelle, il tessuto adiposo e/o sulla forma del braccio. Come si esegue il lifting al braccio? La pelle del braccio risulta più sottile che in altre parti del corpo e dunque può essere soggetta all’insorgenza di rughe e perdita di elasticità, soprattutto in caso di forte dimagrimento. Nella valutazione iniziale il chirurgo analizza la struttura del braccio e le sue caratteristiche, come l’eccesso di pelle e grasso e la loro posizione (prossimale, a carico dell’intero braccio o anche di braccio e petto). Il paziente deve essere consapevole che le cicatrici risultanti da un intervento di chirurgia alle braccia possono essere visibili nel primo periodo dopo l’intervento. Il chirurgo ha il compito di decidere la posizione delle cicatrici in modo da minimizzarle: possono essere posteriori, interne, a forma di L, a forma di T. Uno degli obiettivi del continuo miglioramento delle tecniche di lifting alle braccia è quello di rendere il meno possibile invasive le cicatrici post-operazione, attraverso una combinazione di tecniche di sutura innovative e trattamenti delle cicatrici in fase post-operatoria. Qual è la tecnica migliore? Ad oggi, il lifting alle braccia (detto anche brachioplastica) è una procedura sempre più sicura e a rischi ridotti che lascia i pazienti soddisfatti. In base alla situazione individuale del paziente, è possibile stabilire la tecnica migliore che permetterà di raggiungere risultati più soddisfacenti e duraturi: tra i fattori che portano a preferire una procedura chirurgica piuttosto che un’altra vi sono, ad esempio, la distribuzione e struttura di grasso e pelle in eccesso. A seguito di una accurata visita preoperatoria sarà possibile determinare se intervenire riducendo la pelle in eccesso, se combinare la rimozione con la liposuzione o se intervenire con tecniche non chirurgiche. Lifting delle braccia con tecniche non-chirurgiche Negli ultimi dieci anni le tecniche non chirurgiche per migliorare l’aspetto del braccio sono progredite. Tra le più diffuse oggi troviamo la criolipolisi che agisce sul grasso localizzato ed è indicata per pazienti che presentano minima o nessuna lassità della pelle; la radiofrequenza agisce attraverso il calore sulla produzione di nuovo collagene nella parte profonda della pelle; gli ultrasuoni focalizzati, ideali in caso di rugosità della pelle. Ogni tecnica di intervento chirurgica e non, deve essere eseguita in un ambiente adeguato e da professionisti del settore: in tal modo, l’incidenza delle complicanze più frequenti del lifting alle braccia (ematomi, infezioni post-operatorie e cicatrici) si riduce al minimo. In conclusione, non si può decretare una pratica di body contouring migliore delle altre, dal momento che ogni intervento è strettamente personalizzato e legato alla situazione del paziente. Testo riadattato da Pietro Lorenzetti Fonte: “Arm Countouring: Review and Current Concepts”, Aestethic Surgery Journal 2018, vol 38 (8), 850-860 (The American Society for Aestethic Plastic Surgery, Oxford University Press)

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Mastopessi e aumento del seno: interventi combinati e nuove tecniche

Tendenze e procedure secondo l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery

Negli ultimi anni le ricerche e le innovazioni nel campo della chirurgia plastica del seno hanno permesso di migliorare le tecniche a disposizione, integrandole con nuove procedure. Secondo un articolo dell’American Society for Aesthetic Plastic Surgery pubblicato sull’Aesthetic Surgery Journal (Oxford University Press), oggi gli interventi combinati di mastopessi e aumento del seno in un’unica operazione risultano sempre più sicuri nei casi di pazienti che desiderano o necessitano entrambe queste procedure. Una serie di fattori come età, cambiamenti ormonali o perdita di peso possono portare alla necessità di intervenire sui tessuti: l’operazione di mastopessi permette di restituire alle pazienti un seno ringiovanito ed armonico. L’obiettivo di questo intervento è equilibrare i seni dalle forme irregolari, intervenendo ad esempio sulla posizione del capezzolo e/o sulla geometria dell’areola. Ad oggi la mastopessi può essere effettuata con diverse tecniche (periolare, verticale, Wise pattern ed altre) e le procedure più efficaci sono quelle che prevedono la manipolazione del tessuto mammario. Sempre secondo la ricerca americana, gli interventi di mastopessi che includono anche una redistribuzione del tessuto mammario (parenchima) sono da preferirsi a quelli che prevedono soltanto un’azione a livello del tessuto cutaneo. Tra le varie nuove tecniche di mastopessi, l’utilizzo di reti di sostegno (mesh) al tessuto cadente garantisce risultati più duraturi nel ripristino della struttura del seno, assicurando ottimi risultati anche a 4-5 anni di distanza dall’intervento. Le reti utilizzate in questa tecnica possono essere stampate in 3D in poliestere o essere in materiali biocompatibili: è stato dimostrato che il loro impianto induce la formazione di collagene nell’area interessata e in generale migliora la struttura della zona pettorale senza causare rigidità. La continua ricerca e l’impiego di materiali innovativi hanno permesso negli ultimi anni di migliorare le tecniche a disposizione per effettuare l’intervento di mastopessi, che continua ad essere tra i cinque interventi più richiesti dai pazienti. Testo riadattato da Pietro Lorenzetti Fonte: “Mastopexy and Mastopexy-Augmentation”, Aestethic Surgery Journal 2018, vol. 38 (4) 374-384 (The American Society for Aestethic Plastic Surgery, Oxford University Press).

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Analisi sull’incidenza di sieroma dopo modifica alla tecnica di Addominoplastica

Uno studio stabilisce le migliori tecniche contro la formazione del sieroma

La formazione del sieroma è la complicanza più frequente nelle operazioni di addominoplastica. Alcune modifiche nelle procedura possono ridurre il rischio di sieroma. È stata condotta una ricerca all’interno della Cochrane Library, Medline, Embase, e l’International Clinical Trials Registry Platform (World Health Organization) per identificare tutte le pubblicazioni su addominoplastica e sul rischio di sieroma. Sono stati individuati 15 studi che rispondevano ai criteri di inclusione della ricerca per un totale di 1824 pazienti. È stata valutata l’incidenza di sieroma dopo l’impiego di 3 tecniche differenti in corso di Addominoplastica: • conservazione della fascia di Scarpa; • collocamento di suture a tensione progressiva; • applicazione di colla di fibrina. Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che l’addominoplastica con la preservazione della fascia di Scarpa e l’addominoplastica effettuata utilizzando suture a tensione progressiva sono tecniche con un’incidenza significativamente ridotta di sieroma rispetto a quella riscontrata nell’addominoplastica standard. L’addominoplastica con applicazione di colla di fibrina ha riportato invece risultati simili all’addominoplastica standard in termini di sviluppo di sieroma. Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti (Fonte: Aesthetic Surgery Journal, Volume 37, Issue 10, 16 October 2017, Pages 1136–1143)

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