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Videointervista sul lifting del viso
Nuove tecniche e tipologie di intervento

Nell'ambito della sua rubrica "L'intervento del mese", il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti viene intervistato sulle ultime tendenze dell'intervento di lifting del viso.

Lorenzetti sostiene che il lifting del viso non è passato di moda, ma l'intervento si è evoluto con tecniche meno invasive che consentono di ottenere risultati molto validi, permettendo ai pazienti di tornare più velocemente alla loro vita lavorativa. A volte sono indispensabili interventi completi sul viso per avere un buon risultato, altre volte bastano operazioni in alcune specifiche zone del volto che danno risultati eccellenti senza grandi cicatrici.

Per quanto riguarda i tempi di intervento, il chirurgo plastico sottolinea che è consigliabile sottoporsi all'operazione quando si iniziano a presentare i primi segni di invecchiamento cutaneo. Passati i 40 anni il volto si caratterizza per un abbassamento del sopracciglio, una perdita di tono della regione zigomatica e, intorno ai 50 anni, un'eccesso di cute nella regione mascellare. Si deve intervenire, quindi, a seconda delle necessità che si hanno nel corso degli anni. In linea di massima, più precocemente prima si effettua l'intervento di riposizionamento del sopracciglio e del terzo medio, meglio si sta per molti anni.

Per evitare un invecchiamento precoce del viso è fondamentale, sostiene il chirurgo plastico, lo stile di vita adottato, l'alimentazione e le modalità di esposizione al sole: una serie di fattori che incidono pesantemente sull'invecchiamento cutaneo. Chi si espone in maniera sbagliata al sole, chi abusa del fumo di sigaretta e di superalcolici e non gestisce la propria vita in maniera regolare, può andare incontro ad un invecchiamento precoce della pelle.

Lorenzetti spiega che esiste una differenza tra il lifting classico del viso ed il lifting endoscopico. Il lifting classico tende a riposizionare i tessuti delle zone del volto, mentre il lifting endoscopico è un intervento molto selettivo, che riguarda piccole zone del volto, come sopracciglio e zigomi, nel caso non vi sia un eccesso di cute. Se c'è un eccesso di pelle, infatti, questa deve essere asportata con un lifting classico. Per questa ragione, il lifting endoscopico è maggiormente indicato per pazienti più giovani.

Diversi sono gli interventi di chirurgia plastica che possono essere associati al lifting. Tra questi, spiega il chirurgo plastico, la blefaroplastica inferiore o la blefaroplastica superiore, che viene eseguita spesso per completare l'intervento di lifting del viso o sostituita da un intervento per riposizionare il sopracciglio. Sostanzialmente, spiega Lorenzetti, gli interventi sul terzo superiore del volto (blefaroplastica e riposizionamento del sopracciglio) sono spesso associati ad un lifting complessivo del volto. L'aspetto giovanile, infatti, è dato spesso dallo sguardo ed è proprio lì che spesso bisogna migliorare.

Il Professor Lorenzetti ci tiene a sottolineare che non esistono "lifting del week-end" che spesso alcuni propongono come soluzione definitiva. Il lifting del viso è a tutti gli effetti un intervento chirurgico che ha una sua specifica tempistica che va dai 10-12 giorni alle 2 settimane per poter tornare ad una ripresa completa delle attività. Ovviamente, a seconda dei pazienti, c'è chi riassorbe prima le ecchimosi derivanti dall'operazione, ma un periodo di 2 settimane è quello da mettere in preventivo per chi decide di sottoporsi ad un intervento di lifting del viso.

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