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Videointervista sui filler e sulla tossina botulinica
Un panoramica del Prof. Lorenzetti sul tema
All'interno della rubrica "L'intervento del mese", il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti viene intervistato sui trattamenti a base di filler e tossina botulinica.

Nessuna cicatrice e risultati pressoché immediati. Sono due delle caratteristiche dell'intervento last minute a base di filler e botulino, che si può effettuare anche prima di andare in vacanza.

Come spiega il Prof. Lorenzetti non vi è infatti nessuna controindicazione. Solo nei casi in cui dovesse presentarsi qualche piccola ecchimosi, dovuta alle iniezioni, il paziente è tenuto a non esporsi immediatamente al sole.

Vanno poi sfatate alcune false credenze sui filler e la tossina botulinica, come quella secondo cui creano dipendenza nei pazienti, che tendono a ricorvervi più volte. Secondo il Professore, se vi è stato un riassorbimento nei 7-10 mesi seguenti al primo trattamento, non vi è l'esigenza di ricorrere nuovamente ad ulteriori iniezioni.


Altro mito da sfatare riguarda soprattutto la tossina botulinica, accusata di stravolgere i lineamenti del viso e provocare la cosiddetta "frozen face", ovvero la faccia congelata. Un risultato innaturale evitabile se si usano materiali di qualità, maneggiati da un chirurgo plastico esperto o da un dermatologo.
A riguardo, il Prof. Lorenzetti ricorda come la tossina botulinica è uno dei farmaci più controllati in commercio e sottostante a specifiche autorizzazioni da parte dell'unione Europea e dei paesi comunitari. Un vero professionista sa dunque quale sostanza iniettare nel paziente e soprattutto sa come maneggiarla, poiché non si tratta di lavorare sul singolo muscolo facciale, ma sull'intera regione frontale e periorbitaria, dove i muscoli lavorano in sinergia.

Proprio in merito alle figure che possono maneggiare questa sostanza, in Austria è stata approvata una legge che ne limita l'utilizzo solo a chirurghi plastici e dermatologi.
Una misura di irrigidimento che, secondo il Prof. Lorenzetti, andrebbe implementata anche in Italia per garantire una maggiore sicurezza al paziente che, spesso, si rivolge a figure professionali non idonee. Errori durante il trattamento possono infatti portare risultati non sempre correggibili con interventi riparatori e, dove questo sia possibile, sono richiesti numerosi step per rimediare ai danni causati.

Qualità delle sostanza utilizzate e professionalità di chi le maneggia, sono dunque i requisiti fondamentali che il paziente deve tenera a mente se ha intenzione di sottoporsi a questo tipo di trattamenti. Solo così si può garantire la sua sicurezza e quella del risultato finale.

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