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L'intervento di chirurgia plastica per la correzione della ginecomastia
La ginecomastia spiegata dal Prof. Lorenzetti
Nella rubrica "L'intervento del mese" di ottobre, il chirurgo plastico Professor Pietro Lorenzetti si occupa dell'intervento di ginecomastia. Un'operazione di chirurgia estetica rivolta esclusivamente all'universo maschile, utile a ridurre l'aumento del volume della mammella dell'uomo.

Nonostante i numeri della chirurgia estetica al maschile siano notevolmente inferiori di quelli che vedono protagoniste le donne, l'essere attraenti non è più un tabù per il sesso maschile. Botox, filler, rino e otoplastica e il rimodellamento dell'addome con liposuzione sono gli interventi più richiesti da un sesso 'forte'
che trova nell'estetica un motivo di competitività sia nel lavoro che nella vita privata.
In partcolare per il sesso maschile è fondamentale che l'immagine corporea sia coerente con l'identità di genere e quindi tutti gli aspetti 'femminilizzanti' sono vissuti con disagio e dolore psichico.
Tra questi le dimensioni dell'organi sessuale e l'evidenza di caratteri sessuali femminili come l'aumento delle mammelle.
La ginecomastia , termine che deriva dal greco ghiunè mastos ossia seni di donna, è l'aumento più o meno eccessivo del volume della mammella dell'uomo. Si riscontra più frequentemente a partire già dall'età postpuberale e condiziona fortemente la vita di relazione dei pazienti affetti che risulta estremamente limitata: non vanno al mare o non si svestono, limitano le attività fisiche che implicano l'essere a torace scoperto, limitano i rapporti intimi con l'altro sesso perchè provano un profondo imbarazzo e una forte insicurezza.

E' possibile distinguere tre tipi di ginecomastia:
  • vera: quando l'aumento del volume del seno è esclusivamente ghiandolare;
  • mista: la più frequente, si verifica quando l'aumento di volume del seno è sia ghiandolare che adiposo (grasso);
  • falsa: quando l'aumento di volume del seno è esclusivamente a carico del tessuto adiposo.
Inoltre può manifestarsi in sesno monolaterale o bilaterale con un aumento della sensibilità e la comparsa di protuberanze dolorose al di sotto del capezzolo. In rari casi di origine endocrinologica si verifica anche la comparsa di galattorrea, ossia una produzione di liquido dai capezzoli che preoccupa non poco il paziente.
La diagnosi del tipo di ginecomastia, che il chirurgo deve elaborare, oltre che con l'esame obiettivo e la palpazione, anche con l'aiuto di alcuni esami (ad es., l'ecografia mammaria), è fondamentale poiché la tecnica di intervento varia a seconda del tipo di ginecomastia.
In alcuni casi inoltre viene richiesta una precedente valutazione endocrinologica e andrologica per escludere cause mediche e sistemiche come tumori del surrene, della mammella stessa, cirrosi epatica e malattie genetiche come la Sindrome di Klinefelter.

Durante la prima visita, dopo aver valutato il tipo di ginecomastia, il chirurgo deve osservare con attenzione la forma e la dimensione del seno, dell'areola e del capezzolo, poiché molto spesso, dopo un'attenta analisi, risultano evidenti delle asimmetrie tra i due seni, di cui tener conto durante l'intervento.
Quando le dimensioni sono molto evidenti si usa parlare di macro-ginecomastia e si definisce con una semplice misurazione che indica che la misura sopra il seno è maggiore di 5 centimetri della misura del sotto seno.
Come per tutti gli interventi di chirurgia estetica, è necessaria una visita accurata e completa per escludere patologie concomitanti o problemi di carattere generale (ad es., ipertensione), che potrebbero pregiudicare l'intervento, valutazioni di routine che devono essere poste all'attenzione dell'anestesista. Nessun intervento, infatti, nonostante eseguito in day surgery e con una sedazione locale, è scevro da rischi o complicazioni che devono essere prevenute e ridotte al minimo.

L'intervento di chirurgia plastica per la correzione della ginecomastia viene normalmente eseguito in anestesia generale con ricovero in clinica per una notte. L'operazione può essere effettuata anche in anestesia locale con leggera sedazione con possibili dimissioni in giornata.
La durata media dell'intervento va dai 45 minuti a 1 ora e 30 minuti.
L'operazione termina con una medicazione compressiva. Il paziente dovrà stare a riposo due o tre giorni, potrà tornare alle normali attività dopo 7 giorni, fare una leggera attività fisica dopo un mese e apprezzerà il risultato definitivo entro tre mesi circa quando i tessuti si saranno stabilizzati e il gonfiore scomparso completamente. Il risultato estetico finale è generalmente eccellente e duraturo, a condizione che il paziente adotti uno stile di vita regolare, va da se che repentini aumenti di peso possono indurre un nuovo accumulo di grasso nella regione mammaria che vanifica in parte l'intervento.
Come per tutti gli interventi di chirurgia plastica, anche per la ginecomastia nei primi giorni dopo l'operazione potranno comparire edemi ed ecchimosi intorno alla regione trattata.
Al terzo giorno, cambiata la medicazione, si potranno ricominciare le attività normali, evitando sforzi eccessivi, saune, bagni turchi ed esposizione al sole. Quest'ultima potrà avvenire solo quando le ecchimosi saranno completamente sparite.

Nella maggior parte dei casi sono sufficienti piccole incisioni (5-8 mm) attraverso le quali viene introdotta una cannula per effettuare l'intervento. Altre volte può essere necessaria un'incisione attorno all'areola (per eliminare tessuto retro areolare).
Non ci sono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è necessario che lo sviluppo puberale sia completo. Questo perchè per il 40% dei ragazzini intorno ai 14 anni un abbozzo di ginecomastia è normale, fisiologico, ma questo eccesso si normalizza tramite un processo di atrofia nel 90% dei casi.
Nei casi di eccessivo sovrappeso, è sempre consigliabile seguire una dieta prima di sottoporsi all'operazione per la correzione della ginecomastia, mentre l'intervento è sconsigliato a chi abusa di anabolizzanti, sostanze che contribuiscono allo sviluppo della mammella nel maschio.

Tra le cause che possono portare a questo inestetismo ci sono anche alcol, droghe, e numerosi farmaci come antipertensivi, antidepressivi e agenti chemioterapici. Si ritiene che una lunga serie di sostanze chimiche, contaminanti ambientali, fitofarmaci, steroidi nelle carni ad uso alimentare, promotori della crescita del bestiame e sostanze chimiche estrogeniche come gli ftalati saranno responsabili di un importante aumento dei casi nei prossimi anni.
Purtroppo nel caso di accumuli adiposi e sbalzi di peso, il tessuto grasso accumulato sul pettorale è raramente aggredibile con dieta o dispendio energetico e la chirurgia rimane l'unico rimedio che possa offrire un risultato definitivo e soddisfacente.



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