Skip Navigation LinksHome page » Aggiornamenti scientifici » Correlazione tra protesi al seno e tumore
Correlazione tra protesi al seno e tumore
Gli studi della comunità scientifica internazionale sull’ALCL

Negli ultimi anni si sente parlare della correlazione tra gli impianti protesici mammari e la comparsa di alcuni tumori. Tra questi figura il linfoma anaplastico a grandi cellule, detto anche ALCL (dall’inglese Anaplastic Large Cell Lymphoma), ovvero una rara forma di linfoma non-Hodgkin (NHL).

Come si esprime la comunità scientifica a riguardo? Esistono dati clinici sufficienti per poter parlare di associazione fra l’impianto di protesi al seno e l’insorgenza di un tumore di questo tipo? Provo di seguito a fornire alcune risposte, basandomi sui fatti e sui dati scientifici oggi evidenti.

La presunta correlazione tra l’impianto chirurgico di protesi al seno e l’insorgenza di questo specifico tumore risale al 2011, quando la Food and Drug Administration (FDA - l’agenzia americana per la protezione della salute pubblica) ha rilevato un aumento dei casi di ALCL in pazienti che avevano subito l’impianto di protesi mammarie.

Dal 2014 il Ministero della Salute italiano è entrato a far parte di un gruppo di studio europeo che ha l’obiettivo di monitorare continuamente i casi di possibile correlazione tra tumore e protesi al seno. Grazie alla collaborazione con gli operatori sanitari del territorio, negli anni sono stati analizzati numerosi casi clinici e soprattutto c’è stata una maggiore attenzione da parte dei medici ai casi sospetti. In Italia sono stati stimati 2.8 casi su 100.000 pazienti (2015)dunque un numero molto basso rispetto agli interventi di mastoplastica effettuati annualmente in Italia, oltre 51.000. I numeri mondiali confermano l’incidenza estremamente bassa di casi di ALCL collegati all’impianto di protesi: a fronte di decine di milioni di pazienti con impianti al seno, sono registrati circa 800 casi.

L’unico paese europeo che ha preso decisioni drastiche ed in contrasto con le opinioni della comunità scientifica è stato la Francia, che dall’estate 2019 ha ritirato dal commercio alcuni tipi di protesi. Ma lo stesso istituto americano che ha avviato la ricerca nel 2011, ad oggi non ha vietato la produzione né l’impianto di protesi dalla superficie macrotesturizzata.

Allo stato attuale della ricerca scientifica dunque, non è possibile stabilire una chiara e conclamata correlazione tra protesi mammaria e linfoma anaplastico a grandi cellule, ma è importante che lo studio coordinato internazionale continui a raccogliere dati a lungo termine. Solo grazie ai follow-up sarà possibile indagare la possibile correlazione tra protesi e tumore, la frequenza e le cause con l’obiettivo anche di esprimersi correttamente sulla prognosi della patologia.

Il dibattito sulle possibili conseguenze negative per la salute derivanti dall’esecuzione di interventi di chirurgia estetica è sempre aperto e in evoluzione. Per questa ragione le comunità scientifiche mondiali ed italiane si impegnano continuamente ad approfondire situazioni su cui siamo ancora poco informati, studiare casi clinici e raccogliere dati importanti per la letteratura scientifica, e soprattutto, per la salute dei pazienti.

Pietro Lorenzetti


Victoria Strukovskaya stampastampa
numero verde

Prenota una visita