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Un nuovo strumento per la mastoplastica dopo il tumore al seno
Espansore ad aria e monitorato dalla paziente per fare posto alle protesi

Ottobre è il mese della della prevenzione del tumore al seno. Non tutte le donne sono a conoscenza della possibilità di ricostruire il seno dopo una mastectomia e dopo aver superato il tumore alla mammella.
Da oggi, nella ricostruzione mammaria un nuovo strumento supporta pazienti e chirurghi plastici nel delicato processo di espansione per la creazione dello spazio necessario per il posizionamento delle protesi definitiva. Meno rischi e possibilità di autocontrollo da parte delle pazienti grazie al gonfiaggio ad aria e non con soluzioni saline.

La ricostruzione del seno con le protesi in due tempi è diventata una scelta diffusa che comporta una serie di iniezioni di soluzione salina all’interno degli espansori il cui progressivo aumento di volume distende i tessuti sovrastanti creando così una tasca abbastanza grande per poter successivamente alloggiare un impianto permanente. Questa tecnica, però, richiede più di una visita dal chirurgo plastico e numerose iniezioni con un potenziale rischio di infezione. Di recente è stata testato a Perth e negli Stati Uniti l’AirXpanders, una nuova forma di espansore tissutale che utilizza un rilascio telecomandato di anidride carbonica per evitare iniezioni.

Sono stati raccolti dati prospettici sulle prime 10 pazienti sulle quali è stato utilizzato l’impianto AirXpanders per la ricostruzione del seno nell’area di Sydney in Australia. Le protesi mammarie sono state inserite in posizione sottopettorale così come gli espansori salini e le pazienti sono state istruite su come utilizzare il telecomando per 4 settimane dopo l’operazione.

10 pazienti di età compresa tra 30 e 65 anni (media, 48.3 anni) sono state sottoposte all’inserimento di 14 AirXpanders. Una paziente è deceduta a causa di un tumore maligno metastatico. Per le restanti pazienti, è stato considerato un periodo medio di espansione dello strumento di 15,8 giorni (range 6-21 giorni). La dimensione media dell’impianto finale utilizzato era di  451 gr (range, 195-685 grammi). Le uniche complicanze verificatesi hanno riguardato 2 sieromi.

I risultati della sperimentazione confermano quanto emerso dalle analisi effettuate a Perth. I nuovi AirXpanders sono dispositivi sicuri e in grado di realizzare un’espansione del tessuto soddisfacente più velocemente degli expander salini. Questo strumento ha anche il vantaggio di permettere al paziente di automonitorarsi senza la necessità di molteplici viste mediche e iniezioni.



Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti

(Fonte: PRSGlobalOpen.com)

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