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Innesto di grasso: raccolta, lavorazione e tecniche di iniezione
Rinnovato interesse per la definizione di un protocollo universale per il trapianto di grasso

Negli ultimi tempi sono aumentati sia l’interesse sia l’effettivo utilizzo dell’innesto autologo di grasso per il completamento delle operazioni di chirurgia plastica, per la ricostruzione del seno e per le altri interventi estetici. Tuttavia, ci sono molte varianti nelle procedure di prelievo, lavorazione e iniezione del grasso che alterano l’efficacia del procedimento e possono spiegare gli imprevedibili tassi di riassorbimento osservati.

Un gruppo di chirurghi ha analizzato degli studi che hanno valutato l’influenza delle procedure di raccolta, delle tecniche di lavorazione e dei metodi di reiniezione sulla sopravvivenza di innesti di grasso. Lo studio effettuato ha puntato a valutare l’impatto di diverse tecniche sui risultati osservati nell’analisi in vitro, in esperimenti in vivo su animali e studi sull’uomo.

Quest’analisi sistemica evidenzia lo stato attuale della letteratura. Non era stata rilevata alcuna differenza significativa nei risultati delle procedure di innesto di grasso ottenuti da siti donatori diversi, da differenti preparazioni del sito donatore, dalla tecnica di raccolta, dalla dimensione della cannula di raccolta o dalla velocità di centrifuga quando è stata utilizzata una soluzione tumescente. È stata provata una garza arrotolata per aumentare il volume di grasso innestato. Anche in questo caso non è stata osservata alcuna differenza significativa dopo la centrifuga, la filtrazione, la sedimentazione o in esperimenti su animali. Al contrario, studi clinici sui pazienti hanno riscontrato risultati più favorevoli con grasso lavorato attraverso la centrifuga rispetto a quello trattato con la sedimentazione. Inoltre, è stata osservata una maggiore ritenzione con reiniezione più lenta e quando il grasso è stato introdotto in zone meno mobili.

C'è stato un notevole aumento di ricerche con l’obiettivo di individuare metodologie per migliorare la sopravvivenza del grasso in un trapianto e, di conseguenza, il suo successo. Nonostante alcune differenze nella raccolta e nella tecnica di impianto in laboratorio, questi risultati non si sono tradotti in un protocollo universale per l’innesto di grasso. Pertanto, si rendono necessari ulteriori studi sull’uomo per contribuire a sviluppare un protocollo universale per la pratica clinica.



Testo riadattato dal Prof. Pietro Lorenzetti

(Fonte: Aesthetic Surgery Journal)

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